Babylon: il nuovo chiassoso film di Damien Chazelle. La nostra recensione

Babylon, il nuovo film di Damien Chazelle, arriverà nelle sale italiane il prossimo 19 Gennaio per Paramount e siamo quasi sicuri che non avrà il plauso pressoché unanime riservato a La La Land (2016). 

Eppure, il nuovo lavoro del regista americano torna in qualche modo ai temi di quel film Premio Oscar, ma visti e orchestrati in modo diverso e imperfetto, ma per certi versi migliore.

Babylon è un film lungo e chiassoso, che vede protagonisti Brad Pitt, Margot Robbie e Diego Calva, affiancati da un cast corale di star altrettanto affermate (da Jean Smart, passando per Jovan Adepo, Spike Jonze, Olivia Wilde e Max Minghella, fino a Tobey Maguire). 

Recensione Babylon - Margot Robbie
Photo credits: Scott Garfield / Paramount.

La trama di Babylon

Ambientato nella Los Angeles degli anni ’20, Babylon è un inno all Età d’Oro di Hollywood e segue i tre protagonisti nel passaggio dal cinema muto al cinema sonoro, per poi approdare brevemente agli anni ’50: Jack Conrad (Pitt) è un attore affermato, Nellie LaRoy (Robbie) un’aspirante attrice, Manuel “Manny” Torres (Calva) un giovane messicano, che sogna di lavorare nel cinema, anche se ancora non sa bene come. Le loro storie si incrociano all’eccentrica festa del magnate Don Wallach, alla quale partecipa tutta la Hollywood che conta. 

Manny s’innamora a prima vista di Nellie, sincera e appassionata, ma troppo presa dall’ambizione di diventare una stella del cinema: quando una comparsa presente alla festa ha un malore, Nellie viene scelta per sostituirla, realizzando il suo sogno. Manny ha un destino diverso, ma in qualche modo simile: riaccompagnando a casa un Jack Conrad ubriaco si guadagnerà la sua fiducia, diventando il suo galoppino sul set.

Nellie diventerà davvero una stella del cinema muto, ma i suoi tormenti metteranno in discussione la sua carriera; la proiezione di The Jazz Singer, il primo film sonoro del 1927, cambierà radicalmente il modo di concepire il cinema, decreterà la fine di Jack Conrad e l’inizio della carriera di Manny, che da attento osservatore porterà le sue idee nelle case di produzione, diventando Responsabile del Sonoro. 

La “Babilonia” di Chazelle

Chazelle non sceglie un titolo a caso e il suo film è davvero la “Babilonia” del cinema: è un luogo al confine tra realtà e finzione, in cui trovano posto talento, passione autentica, ma anche affarismo e altre mostruosità. È proprio con gli aspetti più oscuri del mondo dello spettacolo che si scontrano le vite dei protagonisti, il cui destino umano e professionale avrà esiti diversi.

In Babylon, Chazelle mostra nuovamente la sua dimestichezza con il mezzo cinematografico, facendo grande uso del piano sequenza e gestendo scene corali di grande complessità. In questo universo, creato dal regista, c’è posto per tutte le figure di che ruotano intorno al cinema: dal cineasta all’attore, dal produttore al giornalista, dai tecnici fino alle comparse e ai tuttofare. Ognuno porta il suo contributo a una rêverie collettiva a scadenza, dalla quale bisogna inevitabilmente svegliarsi, ma che nel tempo in cui esiste è pura magia, capace di rapire chi vi si abbandona. 

Recensione Babylon - film Damien Chazelle
Photo credits: Scott Garfield / Paramount.

Eppure Babylon non è un film facile: è poetico, ma anche sguaiato, è un film in cui l’eleganza coesiste con la volgarità. Tutto è voluto, pensato per quel titolo e la dimensione pomposa che deve ricreare.

Il coraggio di Chazelle viene premiato dal caleidoscopio espressivo di Margot Robbie, dalla credibile interpretazione di Brad Pitt, anche se il vero protagonista del film è Diego Calva: l’attore messicano, che deve la sua fama alla serie Narcos: Messico, è ingenuo e intenso, misurato quando il ruolo lo richiede e la sua interpretazione non passerà inosservata. 

Babylon non è un film per tutti e in più di un’occasione viene da pensare che ci sarebbe stato bene qualche taglio. Nel finale, però, tutto ha un senso: nel suo essere brutale e sfrontato, Babylon è giusto così, perché è un film che non ha mai la pretesa di essere perfetto. 

Lucia Gerbino

Giornalista specializzata in Musica, Cinema e Serie TV

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