Luno, il 31% degli italiani possiede Bitcoin

Dalle ultime ricerche svolte da Luno, società leader di criptovalute, l’Italia sta cambiando radicalmente la sua visione nei confronti dell’utilizzo del bitcoin. Non a caso, da ciò che si evince, non solo il 31% della popolazione italiana oggi ne possiede (trend in aumento rispetto all’ultima rilevazione) ma c’è un interesse che si attesta al 41% e che supera in modo significativo quello di paesi come Francia e Olanda, entrambi al 35%, e Regno Unito al 37%. Un incremento che fa ben sperare riguardo al possibile sviluppo della moneta virtuale nei confronti del resto del mondo.

Sotto la lente d’ingrandimento è anche quello che sarà l’utilizzo della moneta stessa: in Italia già in molti hanno ricevuto pagamenti in bitcoin con un dato che tocca il 27%, ancora una volta superiore a Francia (24%), Olanda (16%) e Regno Unito (23%); sono coloro che posseggono criptovalute o che hanno più esperienza nel mondo della moneta virtuale.

Ma c’è un trend interessante che riguarda il desiderio crescente di poter fare piccoli acquisti e pagamenti online, con percentuali che si attestano rispettivamente al 16% e al 32%.

Andando a riassumere si nota quindi come per la maggioranza della popolazione, il 66%, l’uso e il consumo del bitcoin sarebbe collegato al fatto di poter acquistare prodotti di vario genere. In Italia ci sono già diversi luoghi dove poter acquistare con la criptovaluta: da una corsa in taxi, al pernottamento in un B&B fino ad un semplice pizza.

Nonostante la tematica possa risultare ancora controversa perché nuova e differente da quello a cui si è abituati, gli italiani si pongono ai primi posti in Europa per l’attenzione rivolta all’argomento. I rischi temuti dalle persone sono ancora diversi, tra cui: la sicurezza delle transazioni e il minimizzare i rischi di un attacco da parte di hacker che possano minare i loro portafogli.

Ed è in questo ampio panorama, sempre più crescente, che Luno soddisfa queste esigenze proponendo un approccio estremamente semplice e fruibile. Dal 2013 e con 8 miliardi di dollari elaborati dalla piattaforma in tutto il mondo, l’azienda offre servizi adatti sia a privati che a clienti business, con l’intento di democratizzare l’uso delle criptovalute.

Maria Woncisz, Country Manager di Luno, afferma: “È davvero interessante vedere che persino in tempi di incertezza sul mercato delle criptovalute, i consumatori che non ne possiedono cercano un qualche coinvolgimento. Credo ci voglia ancora un po’ di tempo prima che questi consumatori comprino criptovalute, ma siamo tra i primi a formare il pubblico sui benefici delle criptovalute. Con programmi e dibattiti formativi, speriamo di riuscire a mostrare ai consumatori che pensano che le criptovalute siano complicate che non è così e di riuscire a coinvolgerli maggiormente in questa tecnologia in evoluzione.”

In Italia ancora non è chiara la posizione legislativa ma, per ora, si annota l’approvazione da parte della Camera dei Deputati, nel febbraio 2019, del testo della legge di conversione del decreto semplificazioni che contiene una disposizione specifica sulle “Tecnologie dei registri distribuiti”, dove viene compresa la definizione di blockchain. In questo senso, però, la Banca Centrale Europea si è pronunciata molto chiaramente in materia, affermando che il bitcoin non è una valuta e che andrebbe portato avanti uno studio più approfondito in materia.

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