Cyber Security, i 5 errori più comuni che danneggiano la sicurezza

La Cyber Security? È anche compito nostro! Per proteggere i propri account dagli attacchi informatici è importante stare attenti non soltanto alle operazioni che si compiono con il computer, ma anche a come proteggiamo le nostre password.

Sono tanti infatti gli errori che possiamo compiere e che possono compromettere la sicurezza dei nostri account.

Ormai hacker ed organizzazioni criminali non puntano più ad attaccare le infrastrutture di rete aziendali, spesso notevolmente protette, ma il singolo utente e, di conseguenza, il singolo dispositivo attraverso attacchi di phishing personalizzato grazie alla informazioni personali reperite attraverso i Web Tracker

A spiegarlo è Hassan Metwalley, founder di Ermes Cyber Security, startup nata come spin-off del Politecnico di Torino che, incubata presso I3P, ha sviluppato Ermes Internet Shield, una piattaforma brevettata in grado di identificare i Web tracker e proteggere ogni dispositivo da essi. Molti attacchi informatici avvengono a causa di comportamenti apparentemente innocui.

Cyber Security: gli errori da non commettere

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Meglio quindi correre ai ripari: Ermes Cyber Security ricorda quali sono i 5 errori più comuni commessi quando si naviga che rischiano di minare la sicurezza dei dati e dei dispositivi privati e/o aziendali:

  1. Utilizzare password non debitamente protette e condivise con più account, dai social network agli e-commerce. Se un hacker viola questi servizi avrà infatti a disposizione le password anche di altri account. È importante tenere al sicuro le password, evitando di scriverle su carta o post-it.
  2. Utilizzo di sistemi di protezione non adeguati: oltre al singolo antivirus, per proteggere ogni possibile area di attacco a cui i dispositivi sono esposti, è necessario adottare ulteriori sistemi di protezione che lavorino a monte del problema e che siano però di qualità elevata. In caso contrario il rischio è quello che vengano disabilitati deliberatamente i sistemi di protezione in quanto, se di cattiva qualità, possono rallentare sensibilmente le prestazioni dei dispositivi.
  3. Visualizzare siti di dubbia origine: attenzione ai siti pornografici e ai siti in cui una voce fuori campo millanta di poter far guadagnare in poco tempo migliaia di euro. Nudità e soldi facili non vanno a braccetto con la sicurezza.
  4. Scaricare software pirata su dispositivi aziendali: molte volte programmi o applicazioni mobili pirata contengono al loro interno una parte malevola. Scaricando questi tipi di software il rischio è quello di portare nel proprio computer un vero e proprio “cavallo di Troia” infettando  – inconsapevolmente – il proprio dispositivo.
  5. Utilizzare chiavi usb (spesso non cifrate) per trasferire i dati: alcune tra le più grandi perdite di dati sono avvenute a causa della perdita di supporti mobili per nulla o non debitamente cifrati.

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